Strage di Ustica: si riapre la pista dell’abbattimento per errore da parte USA

By dicembre 21, 2017NOTIZIE

La strage di Ustica provocò 81 vittime la sera del 27 giugno 1980 per l’esplosione di un Dc9 Itavia che da Bologna faceva rotta per a Palermo. Una strage i cui colpevoli non sono mai stati individuati. Ora, un militare americano, Brian Sandlin, che all’epoca dei fatti era imbarcato sulla portaerei Saratoga afferma che il Dc-9 Itavia potrebbe essere stato abbattuto in uno scenario di guerra non dichiarata.

Sandlin ha raccontato ad Atlantide in onda il 20 dicembre scorso su La7 che quella sera vennero abbattuti due MiG libici durante un’operazione della Nato in cui erano coinvolte anche una portaerei inglese e una francese. La rivelazione è stata fatta al giornalista Andrea Purgatori, da sempre sostenitore della tesi dell’abbattimento per errore causato da un missile.
Una sentenza della Cassazione, nel gennaio del 2013, aveva posto fine almeno in sede giudiziaria alla ridda delle ipotesi, affermando che l’aereo venne abbattuto da un missile e condannando lo Stato italiano a risarcire i familiari delle 81 vittime della strage di Ustica.

Il militare ha raccontato che la sera del 27 giugno 1980, mentre si trovava sulla Saratoga vide passare due Phantom che sarebbero stati di ritorno da una ‘missione’, quella di abbattere due Mig della Libia che volavano proprio lungo la traiettoria aerea del Dc-9, che esplose in volo causando 81 vittime. Il militare ha spiegato di non aver parlato fino a oggi per paura: nell’intervista racconta anche del clima surreale che si respirava sulla nave nei giorni successivi. Silenzio totale, gelo, sensazione che fosse accaduta una cosa enorme, che potrebbe essere proprio l’abbattimento di un aerei civile per errore, per esempio. Ma questo Sandlin non lo afferma esplicitamente.

Già tempo fa un maresciallo dell’Aeronautica, Giulio Linguanti, che aveva organizzato il recupero di un velivolo libico precipitato sulla Sila nel 1980 aveva sostenuto in un’intervista con lo stesso Purgatori che l’aereo non era caduto il 18 luglio come si volle far credere ma almeno tre settimane prima, una data che potrebbe coincidere con il 27 giugno in cui il Dc9 esplose in volo.

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"La Storia senza revisione non dovrebbe circolare"

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