L’uomo che rubò la Gioconda. Vincenzo Peruggia, ingenuo patriota

By dicembre 12, 2017APPROFONDIMENTI

Il 12 dicembre 1913 i Regi Carabinieri si presentarono in una camera d’albergo di Firenze, occupata da un ex emigrato italiano in Francia. L’uomo si era presentato con una lettera a un collezionista d’arte e gallerista fiorentino, Alfredo Geri, con il nome di “monsieur Leonard V.”, affermando di voler vendere la Gioconda a condizione che il quadro restasse per sempre in Italia.

Vincenzo Peruggia, il ladro della Gioconda (1881-1925)

Geri, dopo essersi consultato con il direttore della Regia Galleria (gli attuali Uffizi), Giovanni Poggi, decise di denunciare il fatto alle autorità le quali procedettero all’arresto dell’uomo, che rispondeva al nome di Vincenzo Peruggia.

Peruggia, classe 1881, emigrato in Francia, era l’autore del furto della Gioconda. Il quadro di Leonardo Da Vinci era stato trafugato dal museo francese del Louvre il 21 agosto del 1911. Peruggia era imbianchino decoratore e lavorava a giornata. Quel lunedì venne assoldato in una squadra di manutenzione nel museo parigino e improvvisamente maturò l’idea di “restituire all’Italia” un quadro che egli pensava rubato “come tanti altri capolavori da quel ladro di Napoleone”, vendicando così allo stesso tempo anche le angherie che gli emigrati italiani oltralpe subivano da parte francese.

Quando Peruggia fu arrestato rimase sorpreso: egli era sinceramente convinto d’aver compiuto un gesto di disinteressato patriottismo di cui il paese avrebbe dovuto essergli grato. In effetti la sua ingenuità e il suo amor di patria gli valsero le simpatie dell’opinione pubblica, cosa che giocò a suo favore nel processo. La Francia rinunciò a chiedere una condanna esemplare e la sentenza del tribunale italiano fu clemente: colpevole sì, ma con tutte le attenuanti. Due anni in primo grado, pena dimezzata in appello. Al termine del processo, Peruggia fu direttamente scarcerato e pare che all’uscita dal tribunale l’aspettasse un comitato di studenti che lo acclamò come patriota, consegnandogli una somma raccolta con una sottoscrizione nazionale.

La Gioconda fino a quel furto non era il dipinto di fama che è oggi. Il furto lo trasformò in una celebrità artistica, tanto da renderlo il quadro più famoso di tutti i tempi e il simbolo stesso del Louvre.

PS. Per concludere con una risata, il siparietto del duo comico Ritals sul furto della Gioconda…

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"La Storia senza revisione non dovrebbe circolare"

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